Considerata la distanza tra l'ultimo allenamento e la prossima partita di campionato, la dirigenza ha deciso di effettuare un allenamento straordinario per domani, mercoledì 28, ore 21:00 campo Vasco de Gama.
A domani.
Mister Maffeo
martedì 27 ottobre 2015
venerdì 23 ottobre 2015
PRATELLO FC 2 - Miki Calcio 0 - il pagellone
Vi ricordiamo l'allenamento di lunedì 26
ottobre. Alle 20 pronti in campo al Vasco de Gama.
Valuteremo l'opportunità di un
allenamento suppletivo sulla base di necessità e disponibilità.
Erroneamente, si pensa e crede che la fragilità sia una proprietà inscritta nella natura stessa delle cose. Non c’è nulla, in realtà, che sia fragile in quanto tale. Ogni cosa rivela la sua fragilità e – segnatamente – l’entità della stessa nel modo in cui reagisce alle perturbazioni cui è esposta. Il bicchiere – cioè - si rompe perché cade, non perché il fatto di rompersi sia proprio della sua natura. La fragilità non appartiene dunque alle cose, ma all’equilibrio del sistema in cui sono immerse. È il sistema, attraverso la rottura delle cose, a rompersi, a venir meno al proprio equilibrio.
Per una squadra di calcio è lo stesso.
Due vittorie consecutive potrebbero indurci a pensare che la fragilità
appartenga alla natura di qualcun altro, che i nostri valori siano tali da
garantirci una sequenza ininterrotta di successi, da qui alla fine del
campionato.
Non è così. La fragilità è intorno a
noi, sempre, come un peto stagnante che tarda a diradarsi, e ama in modo
particolare sostare nei pressi del nostro sfintere, lesta a farsi beffa dei
nostri culi non appena la guardia cali e l’attenzione venga meno.
Dirò di più: la fragilità ci riguarda
non già A DISPETTO delle due vittorie, bensì IN RAGIONE di esse, perché più si
vince e più si ha da perdere, più si sale e più grosso sarebbe il tonfo che
faremmo in caso di caduta. Chi è già crollato, infatti, non deve certo
preoccuparsi di capire la fragilità dell’equilibrio in cui è immerso, perché
questa gli si è già manifestata in modo molto chiaro.
In questo senso, la partita di ieri è
piuttosto incoraggiante perché ha evidenziato la nostra capacità di preservare
quell’equilibrio anche senza eccellere, anche senza brillare, anche senza dare
prova di particolari abilità. Se uno straccio di intelligenza abita ancora in
noi, però, dobbiamo anche renderci conto di come poco convenga continuare a
tirare questa corda, perché la fiducia nella sua tenuta potrebbe rivelarsi,
molto presto, eccessiva, sovrastimata.
Dunque, in parole povere, pane al
pane.
è inutile raccontarcela: il primo
tempo di ieri è stato bruttino, sotto diversi punti di vista, e il secondo
tempo ci ha regalato la vittoria per un felice concorso di meriti nostri,
innegabili, e demeriti altrui, altrettanto macroscopici ed evidenti.
Sia chiaro: non sto parlando ai vostri
livelli coscienti: a parole siamo tutti bravi a dire “sì sì dobbiamo restare
umili e concentrati”. Sto parlando a quella parte di voi che controllate con
maggior fatica, quella vibrazione euforica che vi alleggerisce la testa e le
gambe nelle ore successive alla vittoria, foderando la vostra espressione con
la maschera di un cazzo di supereroe della Marvel. È una sensazione importante,
per la quale vale la pena sudare, giocare e farsi il culo. Ed è anche
estremamente utile, perché infonde un senso radicato di sicurezza,
indispensabile per andare in campo con coraggio e personalità. Ma è anche una
droga sottile, perché comincia ad accreditare l’idea che i prossimi 3 punti
siano lì ad aspettarci, infiocchettati dentro un bel pacchetto che basta
scartare con la frizzosa gaiezza di un nugolo di bimbetti froci che si fregano
le mani perché qualcuno ha scordato di sculacciarli. Per quel poco che il
calcio mi ha insegnato, è molto più probabile che i prossimi tre punti siano
seppelliti sotto una grossa montagna di merda purulenta, e che dovremo
andarceli a prendere armati di vanga, senza nemmeno l’ausilio di una molletta
che ci tappi il naso e ci risparmi l’odore (certo, chi s’è fatto un tempo in
panca con Sam ha già un’idea della cosa).
A centrocampo abbiamo impiegato dieci
minuti buoni per capire dove cazzo fossimo e cosa cazzo dovessimo fare. Lenti
nella transizione passiva da destra a sinistra, spesso imprecisi nei passaggi –
con un Fefè su livelli irriconoscibili rispetto alle sue precedenti
apparizioni, facili da saltare nell’uno contro uno, nebbiosi nelle idee. Un po’
meglio davanti, dove però non abbiamo fornito – nel primo tempo – la copertura
sufficiente ad aiutare l’azione di contenimento dei nostri centrocampisti. Bene
dietro, e questo vale per tutta la partita, eccettuata qualche salita poco
convinta che – a prescindere dalla correttezza dei fuorigioco segnalati –
potrebbe indurre qualche arbitro a non fischiare. Poi ci siamo ripresi, è vero,
ma sulla nostra fascia sinistra, per una buona metà del primo tempo, abbiamo
sbagliato qualcosa. O l’interno non aiutava a sufficienza, scalando e
portandosi dietro gli altri centrocampisti o la punta esterna non faceva da
tappo per evitare che l’azione si incanalasse tanto facilmente sulla nostra
corsia. Non so. La fase difensiva, confesso i miei limiti, mi è sempre un po’
più oscura rispetto a quella attiva. Sta di fatto che in un paio di occasioni
Tommy e Roby de Biagi ci hanno tolto letteralmente le castagne del fuoco, con
salvataggi in extremis certamente encomiabili ma a cui contro un avversario del
genere non dovremmo nemmeno ridurci. E ovviamente, ma questo non riguarda solo
la difesa, sarebbe il caso di non concedere tutti questi calci piazzati dal
limite. Bella la conclusione di Cetti su lancio di Passariello, forse troppo
“giusta” e non abbastanza “sporca” per punire il portiere avversario, che si è
comunque prodotto in un ottimo intervento. Ci sono state anche altre
conclusioni e qualche azione interessante, spesso appoggiata da un Olivieri in
crescendo che nel corso della prima frazione di gara ha sopperito alla corrente
alternata di Fefè e Santacroce. A costo di essere smentito dagli altri due
allenatori, ritengo tuttavia troppo timida l’azione offensiva dei nostri
terzini, che devono proporsi con maggior frequenza aggiungendosi ai
centrocampisti per dare più soluzioni alla manovra e, talora, sganciandosi
negli spazi di fascia liberati dalla convergenza delle punte esterne, in modo
tale da allargare le maglie della difesa avversaria liberando i corridoi centrali
in cui vanno a incidere gli attaccanti. Si tratta, chiaramente, di un gioco
estremamente offensivo e dispendioso ma penso che ogni tanto valga la pena
tentarlo, soprattutto contro avversari come questi che, specie nel secondo
tempo, non avevano esattamente il passo del miglior Giggs. Nella ripresa siamo
progressivamente migliorati, anche grazie ad alcuni cambi che hanno portato
fosforo, precisione e idee nell’economia di un gioco che si era rivelato meno
brillante rispetto a quello espresso lunedì. Molto positivo, in questo senso,
l’esordio di Willy, attento alle consegne ma autorevole nell’interpretazione
delle stesse. Bene anche Cristian De Biagi, che si è disimpegnato con ordine e
intelligenza. Va detto però che l’avversario stava imbarcando acqua da tutte le
parti, anche e soprattutto per ragioni sue. Questo, per esempio, ha tolto
evidenza al modo pessimo in cui abbiamo gestito i calci di punizione a favore,
tanto nel primo che nel secondo tempo: soluzioni complicate, prive della
necessaria coordinazione fra i compagni e, in fondo, un po’ arroganti. Il
risultato finale poteva dunque essere assai più rotondo, e non mi riferisco
soltanto al rigore calciato fuori da Cetti (come già con Passariello, allego
altro esempio, del tutto casuale, di rigore del Pratello andato a
segno, calciato da un giocatore a caso, e ricordandovi che i rigori non si
tirano, si segnano) ma anche al diagonale di Carrozza, alla bellissima
conclusione da fuori di Vieceli e, più in generale, a una mole di occasioni che
dobbiamo imparare a capitalizzare molto meglio, imparando a dare più valore ai
movimenti senza palla dei compagni e ad essere più cinici sotto rete.
Parlando di cinismo, però, il goal di
Willy mi piace particolarmente. Perché è uno di quei goal zozzi, di mischia, di
rabbia, di rapacità, di cattiveria, di voglia di metterlo in culo
all’avversario, un sunto – cioè – di tutte quelle qualità senza le quali non si
parla più di calcio ma solo di PES o di FIFA. Ancor più carambolesca la rete di
Carrozza, che porta il Pratello sul 2 a 0 sfruttando un rimpallo fortunoso che
impatta sul suo corpo a seguito di un suo stesso tiro respinto, depositandosi
magicamente all’incrocio.
È stata una giornata importante, da
considerare in tutti i suoi aspetti. Abbiamo provato nuovi innesti (nuovi in
assoluto, Willy, o nuovi per la stagione in corso, Franz), che hanno dato
segnali importanti. E qualcos’altro di nuovo, se tutto va bene, lo proveremo
sabato prossimo. Il cantiere è aperto e le premesse per fare bene ci sono
tutte. Nessuno però si nasconda dietro il valore e lo spirito di sacrificio di
qualche compagno, che talora lavora per due o per tre. A metà classifica, per
vincere la medaglia dei mediocri, ci si arriva anche così. Ma in cima, se per
caso ci interessasse tentare davvero l’impresa, si arriva solo se sul terreno
di gioco scendono 11 protagonisti, 11 guerrieri che mettono faccia, gambe,
cuore e attenzione in tutte le azioni, comprese quelle più banali e
insignificanti, che fanno la differenza tra un calciatore e una sua banale
imitazione. Perché a volte, per spezzare la fiducia dell’avversario, può
bastare un episodio: un rimpallo vinto in un certo modo, uno scatto di
caparbietà che vi consente un recupero inaspettato, una corsa in più del dovuto
che vi porta là dove nessuno si aspettava che sareste arrivati. Qualcosa, cioè,
che dipinga sul volto dell’avversario una linea netta e muta di terrore.
In definitiva, non me ne frega un
cazzo di quello che siete in grado di fare.
Mi frega solo che non vi basti.
Mai.
SCHIAVO 6. Per lo più inoperoso, se la
cava in tutte le occasioni, anche se i modi in cui lo fa non rispondono
esattamente al copione.
TIRELLI 6+. Decisamente bene nel primo
tempo, dove è abile a uscire trovando subito Passariello. Molto meno bene nella
ripresa, dove perde smalto e lucidità.
CURATOLA 6. Diligente dietro, ma vale
per lui il discorso relativo ai terzini: più personalità nell’accompagnare
l’azione, altrimenti le soluzioni di gioco tendono a ridursi e a diventare
troppo prevedibili.
LANZELLOTTO 7-. Compito più semplice
rispetto a quello eseguito lunedì, ma Tommy sarebbe in grado di trovare stimoli
in qualunque situazione. Dirige la difesa con personalità.
STEFANIZZI 6,5. Quasi impeccabile
sulle palle alte, perfettibile – invece – su quelle basse e veloci, ma per
fortuna ne arrivano poche. Dovrebbe guardarsi di più con Tommy per capire dove
stare.
BORREGGINE 6. Nessuna sbavatura, ma
praticamente non viene mai chiamato in causa.
DE BIAGI R. 5,5. Troppo poco. Mi
aspetto molto di più, per corsa, qualità e partecipazione alla manovra.
Importante il salvataggio nel primo tempo, ma non basta. Manco per il cazzo.
BALESTRIERI 6+. Inedito terzino
sinistro, si disimpegna con intelligenza e senso della posizione. Non fa
passare nulla.
FEFE’ 5,5. Stanco per la battaglia di
lunedì, Fefè gioca troppo al di sotto delle sue possibilità per raggiungere la
sufficienza. Fa anche cose buone, è vero, ma questa è una cosa che s’è detta
anche di Charles Manson e Adolf Hitler, quindi non fa molto testo.
CHRISTIAN DE BIAGI 6,5. Nonostante sia
fermo da qualche giorno, gioca con personalità e dà i tempi giusti al reparto,
mettendo in campo qualche buona idea.
SANTACROCE 5,5. Volitivo ma poco
lucido e non sempre efficace, in entrambe le fasi. Rivedibile.
WILLY 7,5. Ottimo esordio. Un goal,
tanta corsa, ottimi recuperi, fraseggi sobri e intelligenti. Mai banale nei
movimenti, è famelico nell’azione di pressing e abbina buone doti di protezione
della palla a linee di passaggio pulite e sensate.
OLIVIERI 7-. Qualche errore, ma tanta
sostanza e qualità.
CARROZZA 7. Potrebbe segnare di più,
ma sul tabellino dei marcatori il suo nome c’è comunque, e la fortuna conta
fino a un certo punto. Non garantisce sempre il pressing adeguato sul suo
terzino di competenza ma lunedì aveva speso molto.
PASSARIELLO 6,5. Molto bene nel primo
tempo, con passaggi decisivi e conclusioni che evidenziano qualità e
personalità. La stanchezza per la seconda partita in tre giorni, però, non
tarda a farsi sentire e nella ripresa il suo rendimento cala in maniera
verticale.
TILLI 6-. Il passo sembra migliore e
molti movimenti nello spazio sarebbero anche giusti. Di palloni però ne vede
pochi, perché spesso non viene cercato dai compagni. Nel finale potrebbe andare
in porta ma Carrozza, ormai esausto, prova a imbeccare Vieceli, su cui ha già
chiuso il difensore. Quando entra in possesso di palla non sempre cerca la
soluzione più facile, ma come trequartista – entro certi limiti – è anche
normale che sia così. Non riesce però a incidere nella gara.
CETTI 5. Si procura un rigore solare,
ma lo fallisce in malo modo e questo pesa drasticamente nella valutazione
finale, anche se la partita era cominciata bene, con un bel tiro al volo e con
le solite trame di gioco utili ai compagni di reparto. Stanco e poco lucido nel
secondo tempo.
VIECELI 7,5. Rientro imperioso di
Kaiser Franz: sponde poderose, un tiro splendido fuori di poco e la sensazione
che possa dilagare ogni volta che prende palla. Bene così.
mercoledì 21 ottobre 2015
PRATELLO F.C. A.S.D. vs MIKI CALCIO [Convocazioni]
Altro giro altra corsa!
Chi salirà sulla giostra?
Come preannunciato nella partita di Giovedì faremo un pò di turn over per permettere a tutti di avere la possibilità di giocare e di ottenere un posto da titolare fisso che dovrà essere accompagnato da una presenza costante agli allenamenti.
---------------------------
Alcune comunicazioni da parte della società:
- Visita medica:
IL DS lamenta che sono ancora pochi i giocatori che hanno fornito la data preferita per la visita.
---------------------------
Si gioca Giovedì 22 ore 21.00 campo Bernardi 1
I convocati dovranno presentarsi entro e non oltre le 20.00 direttamente al campo
Scusandoci per il ritardo nelle convocazioni,
di seguito la lista dei convocati:
Schiavo Marco
Balestrieri Gerry
Borreggine Marco
Curatola Pietro
De Biagi Roberto
Lanzellotto Tommaso
Stefanizzi Daniele
Tirelli Federico
Innocente Michele
De Biagi Christian
Federico Fabio
Olivieri Tommaso
Santacroce Fabio
Tilli Primo
Carrozza Antonio
Cetti Enrico
Passariello Antonio
Vieceli Franz
*in allerta per eventuali defezioni
Comoretto Davide
Giglioni Marco
Giurato Massimo
Bonaventura Samuele
D'anselmo
Vamos Pratello!
Mister Maffeo
Chi salirà sulla giostra?
Come preannunciato nella partita di Giovedì faremo un pò di turn over per permettere a tutti di avere la possibilità di giocare e di ottenere un posto da titolare fisso che dovrà essere accompagnato da una presenza costante agli allenamenti.
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Alcune comunicazioni da parte della società:
- Visita medica:
IL DS lamenta che sono ancora pochi i giocatori che hanno fornito la data preferita per la visita.
Per poter giocare dovete tutti essere in possesso di visita medica agonistica . Per facilitarvi il compito , ho preso accordi con uno studio medico in via lemonia 50 che effettuerà visite apposite per noi nei giorni 20 ottobre, 22 ottobre , 3 novembre e 10 novembre sempre dalle 18-20 costo 50€, incluso analisi urine. Mandatemi un messaggio informandomi sulle vostre disponibilità . Dal 10 novembre chi non sarà in possesso della visita non sarà convocabile quindi se lo studio medico prescelto non vi va bene dovrete comunicarmi che provvederete diversamente. Saluti- Dei tesserati ho bisogno di sapere anche chi sarà presente per la prossima partita prevista Sabato 31 e chi è sicuro di non esserci; entro Giovedi 22 possibilmente.
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Si gioca Giovedì 22 ore 21.00 campo Bernardi 1
I convocati dovranno presentarsi entro e non oltre le 20.00 direttamente al campo
Scusandoci per il ritardo nelle convocazioni,
di seguito la lista dei convocati:
Schiavo Marco
Balestrieri Gerry
Borreggine Marco
Curatola Pietro
De Biagi Roberto
Lanzellotto Tommaso
Stefanizzi Daniele
Tirelli Federico
Innocente Michele
De Biagi Christian
Federico Fabio
Olivieri Tommaso
Santacroce Fabio
Tilli Primo
Carrozza Antonio
Cetti Enrico
Passariello Antonio
Vieceli Franz
*in allerta per eventuali defezioni
Comoretto Davide
Giglioni Marco
Giurato Massimo
Bonaventura Samuele
D'anselmo
Vamos Pratello!
Mister Maffeo
martedì 20 ottobre 2015
San Martino in Argine 1 - PRATELLO FC 2. Corsari nella bassa. Il pagellone.
L’infinito, nel calcio, esiste.
Esiste eccome.
Non riguarda il tempo
della partita, che a un certo punto finisce, ma l’eterna durata della palla
respinta dal portiere (dal nostro e dal loro), che galleggia in una dimensione
sottratta al corso della Storia, breve al punto tale da rendere impossibile
ogni intervento da parte di chi guarda ma abbastanza lunga da torcergli tutte
le budella, sconvolgendolo nell’esperienza di un’attesa impotente, attesa dell’immane,
analoga al sordo boato in cui si squama la percezione dell’alpinista che vede
avvicinarsi il fronte della valanga.
Questo spessore, che si fa largo nell’attimo e lo popola
dei nostri fantasmi, può avere sapori diametralmente opposti: un conto è il
goal che potresti essere in procinto di subire, un conto è il goal che potresti
essere in procinto di fare. Il nostro palato, in questo senso, è piuttosto
esigente perché ieri, per non farci mancare niente, abbiamo assaggiato entrambi
i bocconi.
Il tempo di quei bocconi, piaccia o meno, è
effettivamente infinito perché nel loro spazio sembra celebrarsi (o vanificarsi)
lo sforzo di un’intera partita. Ma anche un fesso si renderebbe conto che quei
bocconi sono resi decisivi dal nostro scarso cinismo, dal nostro atteggiamento bello
e sprecone, colpevole di mantenere aperta – fino all’ultimo – una partita da
chiudere nel primo tempo.
Forse non abbiamo ancora capito la differenza tra il
calcio e una gara di tuffi, dove vinci se un giudice ti ritiene più elegante,
coordinato e grazioso dei tuoi avversari. Nel calcio no. Non importa a nessuno
se hai creato di più, se sei stato più pericoloso, se hai prodotto le migliori
trame di gioco, se hai fatto i movimenti giusti e se non hai mai smesso di
correre. Hai ragione solo se vinci, e questo vale anche negli amatori, al netto
di tutte le fregnacce sul bel gioco e sull’impegno che amiamo raccontarci per sentirci
persone migliori. Perché per avere ragione, ieri sera, c’è voluta la zampata di
Sam. Altrimenti la storia era un’altra, e anche il sangue gloriosamente versato
da Graziano, indomito guerriero della difesa, ci sarebbe sembrato un inutile
sperpero di globuli e piastrine.
Consapevoli di questo, e armandoci dunque di tutta l’umiltà
che la situazione impone, è comunque giusto e sacrosanto rilevare che nel primo
tempo abbiamo espresso il miglior calcio proposto fin ora dal Pratello in
questa stagione. Quasi perfetti dietro, dove Balestrieri subentra con rabbia e personalità
all’infortunato Graziano e dove si registrano ottime prestazioni da parte di
tutti, compreso un Comoretto in netto miglioramento; molto stretti e compatti a
centrocampo, dove spesso abbiamo giocato a uno o due tocchi, interpretando con
intelligenza i margini d’azione consentiti dalle dimensioni del campo;
abbastanza bene davanti, dove un pressing incisivo, movimenti via via più efficaci
e fraseggi spesso precisi, impreziositi da un sapiente lavoro di regia alta messo
in campo da Cetti, non vengono corrisposti, sotto porta, da altrettanta
lucidità. Numerose le percussioni sulla sinistra, con Carrozza che mette molti
palloni al centro, non sempre sfruttati. Alto di poco il colpo di testa di
Cetti. Innocente ne sbaglia un altro a pochi metri dalla porta. E lo stesso
Passariello, in più di un’occasione, sembra tutt’altro che incisivo, anche se è
proprio lui, attaccando lo spazio liberato da Cetti, a sfruttare un errore
avversario per prendere il tempo al portiere e batterlo in uscita incrociando
con un pregevole pallonetto. Mettiamoci pure dentro che forse mi dimentico
anche altre occasioni. L’1 a 0 è dunque meritato, non ci piove, ma proprio per
questo sembra essere costato eccessiva fatica. Enorme, infatti, la mole di
gioco prodotta a fronte di un vantaggio così esiguo. Le preoccupazioni sono
dunque legittime, perché tante energie se ne sono andate e perché l’avversario –
pur incapace di esprimere un’azione corale – non manca di alcune prorompenti
individualità, tutt’altro che facili da bloccare. Nella ripresa, infatti, il
gioco giallonero perde smalto, le punte aiutano meno la fase passiva, il
baricentro si abbassa e gli avversari riescono a manovrare più vicini alla
nostra porta. Un’incertezza di Schiavo su calcio piazzato spalanca la porta al
pareggio avversario, forse non “giusto” ma esattamente in linea con il modo in
cui funzionano le cose nel calcio. Possiamo certamente raccontarci di come sia
difficile, con 7 cambi, mantenere inalterata l’identità di gioco della squadra,
ma è anche vero che le energie fresche avrebbero dovuto garantirci una maggior
tenuta del campo, che invece è venuta progressivamente meno. Questo ci ha
consentito, è vero, maggiori spazi sulle ripartenze, spazi che però abbiamo
sfruttato male, arrivando quasi sempre davanti alla porta avversaria per poi
non combinare nulla. Nel finale si passa dal 433 al 4312 e per fortuna a beneficiarne
è soprattutto Bonaventura, che può accentrarsi e avvicinarsi alla zona calda,
nella quale si fa trovare pronto per battere a rete la respinta corta del
portiere su conclusione da fuori di Tirelli.
Il giudizio è complessivamente positivo e nel caso di
alcuni singoli le prestazioni sono state molto buone. Mi è piaciuto il gioco
senza palla, la volontà di incidere nell’azione con personalità e coraggio, la
capacità di dare battaglia fino all’ultimo, la ricerca del passaggio facile e
veloce e, per lunghi tratti, un’incoraggiante coralità dell’azione, ben accompagnata
dai terzini (per la verità soprattutto a sinistra). Se però, in questo
campionato, vogliamo davvero fare qualcosa di importante, non possiamo
specchiarci in tutto questo o accontentarci di qualche bella azione. Dobbiamo tirare
di più, essere meno leziosi, mordere con maggior convinzione e in tutte le fasi
di gioco (compresi i rinvii dal fondo e le rimesse laterali, attivi o passivi
che siano), e ogni volta dobbiamo affondare i denti fino in fondo, dobbiamo
sentire il morso che si richiude e porta via tutta la ciccia disponibile, senza
regalare nulla. Perché altri avversari, a fronte di tanti sprechi, non avrebbero
avuto alcuna pietà di noi.
SCHIAVO 5. Poco impegnato, si disimpegna male sul calcio
piazzato che porta al pareggio avversario. La palla gli resta davanti, boccone
troppo invitante per l’avversario.
CURATOLA 6. Sufficienza d’incoraggiamento. Al rientro
dopo lo stop, Pietro risponde presente e offre una prestazione di carattere,
ancora priva – tuttavia – di contenuti tecnico-tattici di livello.
TIRELLI 6,5. Parte maluccio, troppo basso e timoroso.
Migliora col passare dei minuti, accompagnando l’azione e producendosi in
qualche azione personale degna di nota. Sua la conclusione che il portiere non
trattiene e da cui, quindi, scaturisce il goal di Bonaventura.
LANZELLOTTO 7,5. La sua miglior gara dall’inizio dell’anno.
Concreto, puntuale, preciso. Rischia qualcosina quando, per scivolata o scivolone,
si ritrova per terra in mezzo all’area, ma gli avversari non dispongono di
alcun Bonaventura che gli cada sopra e si procuri il rigore. È però l’unico neo
della sua autorevole gara.
GRAZIANO 10. Il voto è platonico, ovvio, ma uno che si
apre il cranio per la squadra non può ricevere di meno. Cuore, sangue e
ambulanza.
BALESTRIERI 7,5. Ingresso maiuscolo e rabbioso, subito
cattivo negli anticipi e nei recuperi. Non è uno che non sbaglia mai, ma è
anche uno che tutte le volte va a rimediare di persona. E questa è la cosa più
importante.
COMORETTO 7 In crescendo. Più preciso nei passaggi,
agguerrito nei recuperi, veloce ad allargarsi e a dettare la linea di passaggio
facile ai colleghi di reparto e ai centrocampisti. Interessanti alcuni palloni
messi verso il centro. Avanti così.
GIGLIONI 6,5. Grintoso ed efficace, tampona quello che
deve tamponare e aiuta a serrare i ranghi.
FEFE’ 7+ Gioca sempre bene ma nel primo tempo, in qualche
occasione, effettua passaggi avventati, che talora vengono intercettati con
eccessiva facilità dagli avversari. Capita a tutti, è ovvio, ma nel suo caso fa
notizia. Si tratta comunque di una prestazione di assoluto valore, che diventa
impagabile nel secondo tempo, quando c’è da soffrire e da lottare ed è proprio
lì, nel cuore del campo, dove si spala della gran merda, che Fefè regala
momenti di vero e sudato calcio. Esempio.
INNOCENTE 7. In linea con le prestazioni precedenti,
potrebbe essere molto più concreto sotto porta. Bene comunque per gli
inserimenti e il supporto all’azione dei compagni.
TILLI 6-. Un po’ fuori posizione come interno di
sinistra. Non è il suo ruolo naturale, è vero, ma in quella fase era importante
stare più compatti. Sale poi sulla trequarti dove si muove molto e non viene
sempre valorizzato, nei suoi movimenti, dai compagni. Ma anche lì dovrebbe
aiutare di più la fase passiva, soprattutto dato il frangente.
OLIVIERI 7. Rapido nelle giocate e gladiatorio nei
contrasti, gioca con pochi tocchi e cerca sempre di essere utile ai compagni,
evidenziando straordinarie doti di umiltà e applicazione. Contiamo di rivederlo
su questi livelli.
CUCCULELLI 7- La sua disciplina tattica è decisamente
migliorata. Ha gamba per andare ma sa anche sacrificarsi quando serve. Bene
così.
SANTACROCE 7+. Subito nel vivo, concentratissimo,
intelligente, estremamente efficace nei contrasti e utilissimo nell’azione di
rimessa.
CETTI 8- Per me, il migliore. Gli manca il goal, è vero,
ma il suo primo tempo, unito alle prime battute della seconda frazione di
gioco, è un piccolo capolavoro di regia al servizio della squadra. Vertice alto
dell’attacco, rientra spesso per anticipare i difensori, dialoga bene con i
centrocampisti, vede i compagni di reparto, li serve nello spazio e dà tanto filo
da torcere agli avversari. Non si risparmia nel pressing portato su tutto il
fronte d’attacco, dove va addirittura a raddoppiare nelle zone di competenza di
Carrozza e Passariello. C’è un “meno” perché là, di testa, bisogna segnare.
Punto. E quindi sì, può ancora migliorare. Deve migliorare.
CARROZZA 7 Altruista fin quasi all’eccesso, Carro cerca
sempre il compagno e si propone negli spazi senza palla. Il suo pressing, però,
non è costante come al solito e tende gradualmente a venire meno. Potrebbe
andare in goal perché spesso si fa trovare al posto giusto, ma ogni tanto viene
ignorato.
PASSARIELLO 7,5. Segna un goal fondamentale e nel finale
combatte come un leone, dando una grossa mano alla squadra. Male, tuttavia,
quando deve decidere tempo e dosi dei suoi passaggi, che poche volte si rivelano
utili per i compagni. Testa più alta e maggiore lucidità.
BONAVENTURA 7,5. Prende falli, combatte, segna. Tutto in
pochi minuti. Utile sulla fascia, devastante al centro. Fa la rete che vale la
vittoria. Ed è subito Samba-Sam.
venerdì 16 ottobre 2015
SAN MARTINO IN ARGINE vs PRATELLO F.C. A.S.D.[Convocazioni]
Ci siamo!
La partita di Lunedì sarà per il Pratello FC un test per confermare i progressi visti contro il Lovoleto.
Si deve entrare in campo concentrati e determinati nel raggiungere l'obiettivo.
Dobbiamo uscirne vincenti, ma soprattutto soddisfatti dell'atteggiamento e del gioco espresso.
Un obiettivo ambizioso, ma sicuramente alla nostra portata!
Un ringraziamento particolare alla tenacia dei giocatori che mercoledì scorso si sono allenati alla Nuova "piscina" del Vasco De Gama ed anche a coloro che avrebbero voluto esserci ma non hanno potuto o hanno letto male l'orario... (a cui si consiglia una visita oculistica insieme a quella medica)
Si gioca Lunedì 19 ore 21.00 al campo Cà Dè FABBRI
Il raduno è previsto entro e non oltre le 19.15 al McDonalds di Via Stalingrado.
Per i convocati che non fanno in tempo ci si vede direttamente al campo entro le 20.00
Mappa campo sportivo Cà Dè Fabbri
Convocati
Schiavo Marco
Balestrieri Gerry
Comoretto Davide
Curatola Pietro
Giglioni Marco
Graziano Fabio
Lanzellotto Tommaso
Tirelli Federico
Cucculelli Andrea
Federico Fabio
Innocente Michele
Olivieri Tommasso
Santacroce Fabio
Tilli Primo
Bonaventura Samuele
Carrozza Antonio
Cetti Enrico
Passariello Antonio
Misters
Baldi
Lucatti
Maffeo
*in allerta in caso di defezioni
Stefanizzi
De Biagi R.
Borreggine
Franz
La partita di Lunedì sarà per il Pratello FC un test per confermare i progressi visti contro il Lovoleto.
Si deve entrare in campo concentrati e determinati nel raggiungere l'obiettivo.
Dobbiamo uscirne vincenti, ma soprattutto soddisfatti dell'atteggiamento e del gioco espresso.
Un obiettivo ambizioso, ma sicuramente alla nostra portata!
Lunedì sera la maglia Giallo-Nera avrà sete! e voi la disseterete non di sola acqua piovana, non di solo sudore, non di sola birra!
Una cascata di orgoglio, coraggio e perseveranza dovrà travolgerla e ondate di passione la massaggeranno!
Un ringraziamento particolare alla tenacia dei giocatori che mercoledì scorso si sono allenati alla Nuova "piscina" del Vasco De Gama ed anche a coloro che avrebbero voluto esserci ma non hanno potuto o hanno letto male l'orario... (a cui si consiglia una visita oculistica insieme a quella medica)
Si gioca Lunedì 19 ore 21.00 al campo Cà Dè FABBRI
Il raduno è previsto entro e non oltre le 19.15 al McDonalds di Via Stalingrado.
Per i convocati che non fanno in tempo ci si vede direttamente al campo entro le 20.00
Mappa campo sportivo Cà Dè Fabbri
Convocati
Schiavo Marco
Balestrieri Gerry
Comoretto Davide
Curatola Pietro
Giglioni Marco
Graziano Fabio
Lanzellotto Tommaso
Tirelli Federico
Cucculelli Andrea
Federico Fabio
Innocente Michele
Olivieri Tommasso
Santacroce Fabio
Tilli Primo
Bonaventura Samuele
Carrozza Antonio
Cetti Enrico
Passariello Antonio
Misters
Baldi
Lucatti
Maffeo
*in allerta in caso di defezioni
Stefanizzi
De Biagi R.
Borreggine
Franz
giovedì 15 ottobre 2015
Visita Medica
Buongiorno a tutti, per poter giocare dovete tutti essere in possesso di visita medica agonistica . Per facilitarvi il compito , ho preso accordi con uno studio medico in via lemonia 50 che effettuerà visite apposite per noi nei giorni 20 ottobre, 22 ottobre , 3 novembre e 10 novembre sempre dalle 18-20 costo 50€, incluso analisi urine. Mandatemi un messaggio informandomi sulle vostre disponibilità . Dal 10 novembre chi non sarà in possesso della visita non sarà convocabile quindi se lo studio medico prescelto non vi va bene dovrete comunicarmi che provvederete diversamente. Saluti
martedì 13 ottobre 2015
Allenamento straordinario
Considerato il calendario questa settimana non ci sono partite in programma pertanto la dirigenza ha organizzato un allenamento straordinario per domani,mercoledì 14 ottobre, ore 21 campo Vasco de Gama.
A domani
La dirigenza
venerdì 9 ottobre 2015
Pratello 0 - Lovoleto 0. Cronaca di una battaglia.
Attenzione Attenzione! Domani 11/10/2015 ore 15 il PratelloFC sarà al palio dell'asino. Tutti i tesserati, amici, parenti, estimatori sono invitati a partecipare!
Ci troviamo alle 15 al Beer Shop bukowski di via del Pratello.
Quella
cosa che lo 0a0 è la partita perfetta.
Mah.
Non l’ho mai capita.
E in
realtà sono molte le cose che del calcio non ho mai capito, perché quando vinci
l’esaltazione ti rende meno lucido di una conversazione fra Bobo Vieri e Lapo
Elkann. E perché quando perdi la tua depressione e il tuo pessimismo sono tali
che in confronto un primo piano di Mattarella pare una botta di vita.
Hai
visto mai che il pareggio, per di più a reti inviolate, abbia questo di buono.
Ti
permette una qualche messa a fuoco, meno approssimativa e cialtrona del solito.
E così,
guardando le cose a distanza di 24 ore, puoi rimettere tutto quanto secondo una
linea d’importanza crescente, in cima alla quale ci sono tutti quelli che ieri
non sono stati convocati e che avrebbero voluto esserci. A loro va il
ringraziamento personale del sottoscritto, cui credo si aggiunga senza riserve
quello di tutti gli altri, Mister Maffeo e Mister Baldi in testa.
Non è
un ringraziamento gratuito, o di circostanza.
Anzitutto
serve a farci notare che siamo parecchi, che nulla ci è dovuto e che o ci
mettiamo d’impegno per fare tutte le nostre belle pisciatine dentro il vaso oppure,
la prima volta che verremmo beccati a scrollarcelo per terra, potremo tranquillamente
intestarci una buona parte della grande tribuna che fiancheggia il campo e che
ancora non porta il nome di nessuno (ricordo che la tribuna Olivieri già esiste
ma si trova in via Andrea Costa, al Lucchini).
In
secondo luogo serve a farci capire che quello che abbiamo fatto non è ninte di
speciale, ma il minimo – veramente il minimo – dopo lo scempio che si è visto
all’inizio della precedente partita, terminata 4a4. È una gara a cui io non ho
assistito, ma 4a4 è un risultato che mi sta sui coglioni a priori, perché Zeman
non è il mio cognome e perché - se ne hai per passare da un passivo di 3a1 a un
attivo di 4a3 – ne hai anche per evitare che questo si renda necessario. E se
non lo capisci in fretta, non sei un calciatore. Sei solo un cazzone.
Per
fortuna questo, almeno questo, l’abbiamo capito tutti, e subito. Nelle prime battute,
siamo apparsi immediatamente concentrati, decorosamente organici nel pressing,
corretti nelle distanze, ancora molto episodici nei movimenti ma capaci – in ogni
caso - di tenere la palla nella metacampo avversaria per alcuni minuti. Non è
durata molto, è vero. Nel complesso, cioè, non possiamo dire di aver fatto la
partita, che ci è stata duramente contesa da un avversario più cattivo –
agonisticamente parlando – di noi. Spesso ci siamo fatti anticipare, non
soltanto in attacco, e non sempre abbiamo resituito – nei modi e con i tempi
dovute – talune cortesie ricevute dagli avversari. Che, voglio dirlo senza
equivoci, hanno fatto la loro onesta partita, mettendoci seriamente in
difficoltà sulle fasce e puntandoci con alcuni uomini dotati di passo, spunto
e, almeno in un paio di casi di prestanza fisica e buoni mezzi tecnici. Il
rombo ha fuzionato a metà, sfiancando Tilli nel pressing e lasciandogli poco
smalto e poco fosforo per gestire la fase di possesso. Nel primo tempo tuttavia
siamo andati vicinissimi al goal con Passariello, splendidamente imbeccato da
Cetti e altrettanto prodigiosamente schermato dall’estremo difensore
avversario. È lo stesso Passariello a tentare un’azione individuale che per
corsie centrali lo porta caparbiamente al tiro, quando però il suo vigore –
ormai fiaccato dalla corsa – non è più tale da consentirgli di concludere con
efficacia. Nel secondo tempo si passa prima al tridente e poi, nel finale, a un
discusso 442, che è stato tentato per rimediare a una transizione passiva da sx
a dx che sembrava francamente troppo lenta. La palla goal più clamorosa si
stampa sulla traversa: la capoccia che a tempo ormai scaduto ce manda è quella
di Santacroce, abile a girare verso lo specchio un angolo ficcante di Fefè. Ennesimo
rimpianto perché il Pratello, poco prima, poteva passare in vantaggio con una
percussione personale di Carrozza che, pur riuscendo a sgusciare attraverso un
nugolo impazzito di gambe nemiche, non trovava la finestra spazio-temporale per
tentare la battuta a rete e si infrangeva fra portiere e difensori. In effetti
le occasioni più importanti le abbiamo avute noi, ma tra primo secondo tempo
qualcosa abbiamo rischiato, e non potrebbe essere diversamente in una partita
che, alla fine, è stata equilibrata e giusta nel risultato finale. Nel primo
tempo è Roby De Biagi a trovarsi provvidenzialmente sulla linea di porta quando
un rasoterra letale stava per trafiggere la nostra rete. Nel secondo tempo,
invece, tocca a Marco Schiavo salire in cattedra, chiudendo egregiamente – in uscita
– la serranda sulla porta giallonera. Terzini in difficoltà, ma volenterosi e
talvolta abili nelle diagonali. Centrali difensivi a corrente alternata ma,
Borreggine a parte (che mi è sembrato la brutta copia di se stesso), tutti
sufficienti. Centrocampo impegnato da un lavoro immane, svolto ora bene ora
meno bene ma proprio per questo non sempre nelle condizioni di poter ossigenare
il proprio gioco in misura tale da servire palloni precisi ai nostri
attaccanti. Punte che, nel complesso, non hanno sfigurato anche se devono
ancora imparare a giocare assieme, senza palla e con maggior cinismo in zona
goal.
Non
abbiamo fatto una buona partita. Abbiamo però fatto una partita di
concentrazione, sacrifico e carattere, tre cose che nelle precedenti uscite –
vittoria compresa – non avevamo mai combinato assieme. Forse abbiamo capito
subito che per uscire indenni dalla battaglia bisogna essere guerrieri, e non
turisti. E per questo credo che la partita di ieri possa essere considerata un
buon punto di partenza, non tanto utile a capire come dovremo giocare (perché
dobbiamo fare molto meglio di così) quanto piuttosto utile a capire il livello
minimo sotto il quale non possiamo permetterci di scendere. Non siamo fenomeni,
non risolveremo partite con colpi da maestro. Dobbiamo avere l’umiltà – dal primo
all’ultimo minuto – di ammettere che per restare in partita dobbiamo sbagliare
il meno possibile, fare le cose semplici e guardarci continuamente attorno, in
fase attiva per capire come farci vedere
e dove andare per ricevere sensatamente la palla, in fase passiva per rompere i
coglioni agli avversari e aiutare il compagno più vicino che ne abbia bisogno.
Chiamatela “squadra”, se preferite. Ieri è la prima volta che in questa
stagione mi è capitato di vederla.
SCHIAVO
6,5. Uscita azzardata e assai pellegrina nella prima frazione di gara, ma la
conclusione avversaria si perde sul fondo e non fa danni. Salva il risultato
nella ripresa. In crescita.
TIRELLI
6+. Eroico quando prova a rallentare l’avanzata del 9 avversario, che procede
lungo la sua direttrice come un siluro rivestito di titanio. Fede si oppone e
finisce al tappeto, rallentando un po’ l’azione avversaria e rimediando un
acciacco che all’inizio del secondo tempo lo costringerà ad uscire. Dalla sua
parte ci sono parecchie folate e non gli riesce di chiudere tutti gli spifferi,
ma si batte come un leone e quando riparte non è inguardabile.
CURATOLA
6. Non ne ha per le sue amate scorribande, ma ha l’umiltà di usare tutta la benzina
per sgommare nella merda. Dove serve.
BORREGGINE
5,5. No. Troppo lento e anche approssimativo dal punto di vista tecnico, cosa
che non è da lui. Soffre i tagli degli attaccanti avversari e in qualche
occasione si fida con eccessiva leggerezza (e altrettanto culo) della linea del
fuorigioco.
GRAZIANO
6,5. Partita più dura del solito, che si inaugura con la solita stecca, utile a
presentarsi con garbo ai nuovi avversari. Tiene bene fino al cambio, che giunge
a pochi minuti dalla fine.
STEFANIZZI
6+. È un centrale difensivo, anche se l’abbiamo provato altrove. E si vede.
Prestazione onesta, di grinta e sostanza. Entra in un momento tutt’altro che
facile e gioca con la giusta personalità, anche se non mancano le imprecisioni
nei disimpegni.
BALESTRIERI
6,5. Pochi minuti a sua disposizione ma subito concentrato, attivo e reattivo.
Sbaglia poco o nulla e difende con i denti.
DE
BIAGI R. 6,5. Salva un goal, e questo non è poco. È costretto a un grosso
lavoro difensivo che oltre a lasciargli poca birra per ripartire finisce per
sfiancarlo sulla distanza. Chiude letteralmente sui gomiti, bestemmiando contro
i cambi avversari che gli oppongono continuamente forze fresche dalle sue
parti.
FEFE’ 7+.
Il migliore. Sempre concentrato, vigile, abile non soltanto nelle proprie
giocate individuali ma anche come preservativo delle giocate effettuate dai
propri compagni che, quando scazzano, se lo trovano spesso alle spalle, pronto
a rimediare. Nel primo tempo è l’unico del centrocampo a non farsi anticipare
quasi mai. Anche lui paga qualcosa nel finale ma resta sempre in partita e
aiuta anche i nuovi entrati a stare nei ranghi.
OLIVIERI
5,5. Lento nel dare via la palla, si fa anticipare troppe volte e non entra mai
nel vivo dell’azione. Rivedibile.
CUCS 6.
All’inizio tende a rincorrere gli avversari un po’ a casa, portandosi troppo a
sinistra e lasciando Fefè al centro da solo, ma dopo pochi minuti recupera la
bussola, si regola con i compagni di reparto e porta a casa la sufficienza.
INNOCENTE
7. Altra gara di sostanza, abnegazione e personalità. Non è sempre impeccabile
nell’altezza corretta a cui portare il proprio pressing, ma rimedia quasi
sempre con una prestazione suppletiva di corsa e rincorsa, senza risparmiarsi l’appoggio
all’azione offensiva e talora servendo palloni molto interessanti per tagli che
invece mancano. Per ora, a mia memoria, è la sua miglior stagione, e lo dico da
pagelliere storicamente critico e severo nei suoi confronti.
SANTACROCE
6,5. C’è qualche leziosismo di troppo, che in mezzo al campo preferirei non
vedere. Ma c’è anche tanta sostanza nell’uno contro uno, molto gioco di squadra
e una certa pericolosità sottoporta, che rivela un discreto mestiere nella
gestione degli episodi e che si manifesta nuovamente pur incontrando il veto
della Madonna sotto forma di traversa.
TILLI
6-. Ce la mette veramente tutta ma nell’azione di pressing c’è qualcosa che non
va a livello di squadra perché in molte occasioni lo si vede correre da solo e
sfiancarsi quasi inutilmente. Due traversoni interessanti non si sviluppano
però in azioni pericolose.
CETTI
6,5. Splendida l’azione sulla fascia nel primo tempo, con la quale si libera,
va sul fondo e mette una boccia d’oro per Passariello, che non capitalizza. In
ombra per alcuni tratti di gara, ma capisce in fretta che con quei difensori o
si gioca di anticipo o non se ne vede una e quindi viene molto incontro per
ricevere palla e in qualche caso riesce a far salire il baricentro e l’azione.
Manca il goal e per una punta la cosa, ovviamente, pesa, ancorchè nell’ambito
di una prestazione positiva.
PASSARIELLO
5,5. Poco prima di calciare da 40 metri, ha un curioso movimento del capo.
Leggero, impercettibile. Si volta un po’ verso la panchina, forse a cercare una
benedizione per il tiro. Se cercava quella non l’ha sicuramente trovata ma lui
tenta lo stesso l’impossibile e ne esce un tiro impreciso, lento e fuori
bersaglio. Avrebbe i numeri per essere molto più pericoloso ma si attiva solo a
momenti e quando deve buttarla dentro, il diretto avversario si rivela più
efficace di lui. Sparisce (o quasi) dal gioco nel secondo tempo, sopraffatto
dalla stanchezza.
CARROZZA
6+. Peccato per quell’azione personale che poteva concludersi in goal, ma l’ingresso
di Carro è comunque significativo per carattere e personalità. Non si risparmia
mai e tiene gli avversari in continua apprensione. Prova anche a imbeccare
Bonaventura ma il compagno è troppo impegnato a scorreggiare.
BONAVENTURA
6-. In panchina non fa altro che petare come un ossesso, dando la colpa a
pietanze giapponesi non meglio identificate. In campo il gas che gli esce da
dietro non lo aiuta ad andare più veloce e il ragazzo non è mai pericoloso.
Anche se prende un paio di falli che aiutano la truppa a rifiatare.
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